Lettera di Natale dei parenti delle vittime del Ponte: “Sulle concessioni siamo dalla parte del Governo”
Egle Possetti, presidente del Comitato: <Fra le letterine di Natale che non vorresti vedere è arrivata quella di Aspi… prontamente dopo il contestato articolo del decreto Milleproroghe, ma si sa i crolli in Borsa sono “la cosa più importante” da arginare per chi gestisce patrimoni economici considerevoli>
Ecco il testo integrale della lettera.

Con le festività in corso i bambini scrivono le lettere a Babbo Natale, gli adulti che purtroppo portano nel cuore le loro disillusioni sognano di poter chiedere al loro Babbo Natale l’avverarsi dei loro desideri… ma come purtroppo immaginerete i nostri desideri non hanno possibilità di essere soddisfatti.
La vita con gli anni ti presenta il conto e ti costringe a guardare in faccia la realtà… Per noi famigliari, che abbiamo perso 43 persone questi giorni sono particolarmente duri, anche se possiamo sorridere e stringerci attorno alle persone a cui vogliamo bene alle nostre tavole mancano sempre troppe persone, troppe sedie rimarranno vuote.
Fra le letterine che non vorresti vedere è arrivata quella di Aspi… prontamente dopo il contestato articolo del decreto Milleproroghe, ma si sa i crolli in Borsa sono “la cosa più importante” da arginare per chi gestisce patrimoni economici considerevoli.
Noi siamo spettatori, purtroppo privilegiati di questo teatro, ovviamente siamo dalla parte del Governo che sta cercando di mettere una pezza ad anni ed anni di inadeguatezza nell’affidamento dei nostri beni pubblici, pensiamo che le minacce siano un bruttissimo segnale in democrazia e pensiamo che l’etica imprenditoriale, in questo caso debba fare ancora molti passi avanti.
Abbiamo sentito pareri espressi dai giuristi del MIT, vedremo come si evolveranno le questioni, ogni tanto penso solo a quando studiai diritto mi fu insegnato che esistono anche le “giuste cause” per rescindere dai contratti… io penso che non si debba aggiungere altro dicendo che 43 persone morte possano essere un ottima causa… in fondo senza essere giuristi direi che durante la gestione ASPI è in modo evidente successo questo disastro, le colpe saranno definite in tribunale ma anche un bambino che scrive la sua lettera a Babbo Natale potrebbe dire che questa gestione ha avuto qualche “piccolo” problema.
Noi non possiamo dare risposte razionali, possiamo solo dare risposte con il nostro cuore che ci guida e ci accompagna sempre, noi vogliamo che questo paese cambi, vogliamo che i sorrisi di chi ci ha abbandonato, che ogni volta che vediamo in fotografia e nei filmati ci spezzano il cuore, possano risplendere da qualche parte, rasserenati per quello che si è potuto cambiare in questo triste paese dove conta di più la “grana” che la vita.
Tanti auguri a tutti.
Egle Possetti
Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi
Questa lettera è la risposta al comunicato di ieri di Aspi che potete leggere testuale qui sotto.

Lettera del CdA al MIT: se la norma fosse effettivamente adottata, ASPI riterrà verificati i presupposti per la risoluzione di diritto della Convenzione Unica, ai sensi dell’Art. 9 bis.
Autostrade per l’Italia ha appreso da organi di informazione che il Consiglio dei Ministri nella seduta del 21 dicembre, in sede di adozione del decreto legge c.d. “Milleproroghe”, avrebbe approvato (con la formula salvo intese) delle disposizioni in materia di concessioni autostradali finalizzate, tra l’altro, a modificare ex lege alcune clausole della vigente Convenzione Unica di Autostrade per l’Italia (a suo tempo approvata con legge) in ordine alla revoca, decadenza o risoluzione meglio specificate nella bozza di decreto legge.
Il CdA di Autostrade per l’Italia ha preso in esame detto testo e, pur non potendo conoscere la versione definitiva delle disposizioni, ha ritenuto come già sottolineato da Aiscat che lo stesso presenti rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee. Per tale ragione la società sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa in termini di legittimità costituzionale e comunitaria delle disposizioni normative in merito ai principi di affidamento, di libertà di stabilimento e di concorrenza, di proporzionalità e di ragionevolezza.
Tali disposizioni sarebbero peraltro approvate in un decreto legge in assenza dei necessari requisiti di estrema urgenza e necessità, nonché di quelli di omogeneità del disposto normativo “Milleproroghe”. Anche alla luce delle recenti ordinanze del TAR Liguria di rimessione alla Corte Costituzionale delle disposizioni del Decreto Genova, la nuova norma appare irragionevole, non essendo assistita da alcuna congrua motivazione, con presunta valenza retroattiva.
Già nel 2006 la Commissione Europea ha peraltro sancito che i contratti di concessione non sono modificabili in modo unilaterale, in forza dei principi della certezza del diritto e del legittimo affidamento.
Per effetto di ciò il CdA di Autostrade per l’Italia ha ritenuto di indirizzare al Ministero Concedente, nonché alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell’Economia, una comunicazione nella quale evidenzia che l’eventuale adozione di una norma con contenuti analoghi a quelli indicati nell’art.33 determinerebbe il verificarsi dei presupposti di cui all’art.9 bis comma 4 della Convenzione Unica e quindi la risoluzione di diritto della stessa. Ciò in ragione del “rispetto del principio di affidamento” e a tutela del patrimonio della società e di tutti gli stakeholders.


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